Sentiero dei vecchi mestieri a Grumes

Vecchi mestieri, nuove energie

A Grumes la Pro Loco organizza per il 22 e 23 giugno un laboratorio di forgiatura base nell’antica Fucina Cristofori, facendo in pochi giorni il tutto esaurito. Un modo nuovo e ricco di significati per far sperimentare alla comunità storia e tradizioni del territorio.

È una Pro Loco di giovanissimi (il direttivo è composto da studenti di età compresa tra i 20 e i 25 anni) quella che a Grumes si è fatta promotrice del progetto “Vecchi mestieri, nuove energie”, un ciclo di incontri in partenza a fine giugno che mira ad avvicinare giovani e meno giovani alle professioni che un tempo venivano svolte lungo il Sentiero dei vecchi mestieri.

“È un modo per coinvolgere la comunità nella valorizzazione del territorio, un modo per creare aggregazione e trasmettere alle generazioni più giovani il valore delle tradizioni” ci spiega Elia Santuari, 23 anni, presidente della Pro Loco.

Il Sentiero dei vecchi mestieri

Una location d’eccezione, quella del Sentiero dei vecchi mestieri, situata nella valle del Rio dei Molini fra Grumes e Grauno, che un tempo era il fulcro di un’intensa attività artigiana legata alla forza dell’acqua: ospitava infatti oltre 20 macchine ad acqua fra molini, segherie e fucine.

La passeggiata restituisce il tessuto etnografico dell’alta valle attraverso manufatti ed opifici che in alcuni casi restarono in funzione sino agli anni Cinquanta del Novecento: le fornaci per la cottura della calce, i mulini azionati grazie alla deviazione di importanti corsi d’acqua e le fucine in cui si lavoravano il metallo e i tessuti.

Alcuni di questi spazi sono stati recuperati con una grande opera di ristrutturazione iniziata negli anni 2000 che ha restituito il Sentiero alla sua comunità: con i suoi scorci paesaggistici e i siti di interesse storico-etnografico è oggi testimone silenzioso di un mondo che cambia ma che allo stesso tempo resta fedele alle sue origini.

Laboratori di creatività

Il progetto di cui si è fatta promotrice la Pro Loco di Grumes assieme all’associazione Grumestieri comincerà il 22 e il 23 giugno con un laboratorio di forgiatura base che si terrà proprio in una vecchia fucina lungo il sentiero, la Fucina Cristofori, proposta che coinvolge l’Associazione Italiana dei mulini e che è stata finanziata dalla Pro Loco e dai fondi del piano giovani della valle.

È stata accolta con grande entusiasmo dalla comunità.

“L’iniziativa ha attirato a sé moltissime adesioni, non solo tra gli abitanti di Grumes, ma anche da fuori, soprattutto tra i più giovani: la maggior parte degli iscritti ha infatti meno di trent’anni” ci spiega Elia Santuari.

E le sue parole tradiscono una punta di più che condivisibile orgoglio. “Perché cominciare proprio dalla forgiatura?” chiediamo incuriositi.

“È quella che siamo sicuri funzioni” risponde ridendo. “È un’arte che permette alle persone di esprimere al meglio la propria creatività. A fine estate, in occasione dell’iniziativa Grumes Cittaslow Weekend (il 28 settembre), proporremo un corso da mugnaio incentrato sulla macinazione del grano in un altro mulino del sentiero”.

Fucina Cristofori, dove si terrà il corso di forgiatura il 22 e 23 giugno

Lavori di un tempo che fanno dialogare

L’idea è che non siano corsi fini a sé stessi: ciò che auspichiamo è che i partecipanti all’iniziativa un domani possano mettere a disposizione ciò che hanno imparato nella fucina stessa e negli altri mulini per accogliere i visitatori e raccontare loro gli antichi mestieri che si svolgevano lungo il sentiero”.

“Quello di Grumes rappresenta un esordio innovativo, fresco, nuovo nel mondo delle Pro Loco e della promozione del patrimonio immateriale: un nuovo modo per unire generazioni, saperi, tradizioni e valorizzazione del territorio”

Un approccio innovativo che mira alla circolarità delle conoscenze dunque, un modello virtuoso di recupero, promozione, valorizzazione del territorio. Una costante ricerca che rende l’iniziativa della Pro Loco coerente con ciò che la Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003 intende per “patrimonio culturale immateriale”: “Si intendono per patrimonio culturale immateriale pratiche, rappresentazioni, espressioni, conoscenze e i saperi – così come strumenti, gli oggetti, i manufatti e gli spazi culturali associati ad essi – che le comunità, i gruppi e in alcuni casi gli individui riconoscono come facenti parte del loro patrimonio culturale. Tale patrimonio culturale intangibile, trasmesso di generazione in generazione è costantemente ricreato dalla comunità e dai gruppi interessati in conformità al loro ambiente, alla loro interazione con la natura e alla loro storia, e fornisce loro un senso di identità e continuità, promuovendo così il rispetto per la diversità culturale e la creatività umana”.

Che cosa significa quindi “Vecchi mestieri, nuove energie”? 

“È un’espressione che coinvolge il dialogo tra generazioni, il passato e il presente della comunità. Permette di capire e apprezzare le differenze tra i mestieri di una volta e quelli attuali, perché a Grumes oggi ci sono una segheria, una falegnameria, una carpenteria che lavora il ferro che, pur svolgendo le stesse attività che venivano fatte lungo il Sentiero dei vecchi mestieri, hanno un approccio molto diverso.  È un’espressione che permette di cogliere le implicazioni ambientali di un presente che cambia” ci spiega Elia Santuari. “Mi piace pensare che le “nuove energie” non siano soltanto quelle dei giovani, ma anche quelle che, a parità di mestiere, hanno un minor impatto sull’ambiente”.

Quello di Grumes rappresenta un esordio innovativo, fresco, nuovo nel mondo delle Pro Loco e della promozione del patrimonio immateriale: un nuovo modo per unire generazioni, saperi, tradizioni e valorizzazione del territorio a cui auguriamo di poter fare da apripista a numerose altre iniziative.

Ben fatto ragazzi!