di Sebastiano Pasqualato
Elisa Corradini, Presidente della Pro Loco di Revò, ci racconta cosa dobbiamo aspettarci dalla nuova edizione di Portoni a Revò e qual è il suo significato per la comunità.
Torna il 18 e 19 aprile, dopo l’interruzione dell’anno scorso, “Portoni a Revò”, un evento tanto atteso che anche in questa edizione si propone di aprire i portoni dei palazzi storici del paese (sei, per la precisione) e di organizzare attività sia culinarie che ricreative all’interno della cornice dei vòuti. Per avere qualche informazione in più su questo evento e per scoprire le sue origini e il significato che ha per la comunità, abbiamo deciso di fare una chiacchierata con la Presidente della Pro Loco di Revò, Elisa Corradini.

“Elisa, partiamo dalle cose pratiche. Raccontaci innanzitutto cosa vuol dire organizzare un evento di questa portata per una Pro Loco come la vostra”.
“Chiaramente non c’è solo la Pro Loco di Revò dietro questo evento, ma esiste un comitato dedicato, il “Comitato Portoni”, che riunisce tutte le associazioni che contribuiscono alla sua riuscita, di cui noi della Pro Loco siamo i capifila. Questo comitato si riunisce già a partire dal dicembre precedente e inizia a pensare al tutto. Poi però durante l’evento noi volontari siamo veramente in molti: solo noi della Pro Loco siamo una sessantina, e contando le altre associazioni arriviamo a circa 250/300 volontari. Comunque, ormai “Portoni a Revò” è una ricorrenza storica nel nostro paese che va avanti da una ventina d’anni, quindi il programma di base dell’evento è già consolidato e condiviso. Questo non vuol dire però che non pensiamo a qualcosa di nuovo ogni anno”.
“Ecco, che cosa avete in serbo per questa nuova edizione?”
“Innanzitutto abbiamo voluto riproporre delle novità che avevamo lanciato nell’ultima edizione, in cui abbiamo introdotto attività dedicate alle famiglie e ai bambini, andando al di là del semplice aspetto culinario. Per esempio, quest’anno i vigili del fuoco hanno creato un percorso apposito per bambini, chiamato Pompieropoli, all’interno del giardino di Casa Campia. Poi nel fine settimana rimarranno aperte la biblioteca comunale e il caseificio, per dare la possibilità anche di acquistare i prodotti che proponiamo all’interno dei vouti. Infine, le Associazioni Iris e Stella Montis, oltre alla consueta lotteria, quest’anno ci proporranno anche una mostra fotografica”.

“Mi hai nominato tante associazioni in gioco per questo evento, puoi dirmi quali sono le principali?”
“In totale apriamo ben sei portoni, e in ognuno di questi si trova un’associazione diversa. Oltre a noi della Pro Loco insieme alle Donne Rurali, puoi trovare il Corpo Bandistico Terza Sponda, la Filodrammatica Revodana e i Dragonos, lo Sci Club Terza Sponda, il Coro Maddalene e il gruppo Alpini. Tutti quanti propongono dei piatti differenti, cercando però allo stesso modo di valorizzare i prodotti locali e del Trentino. In un portone c’è anche l’Associazione Hormè, che invece non prepara da mangiare, ma organizza attività dedicate ai più piccoli“.
“Puoi dirmi di più sui piatti che preparate e sui prodotti locali che offrite?”
“Il menù, in generale, rispecchia quei piatti che fanno parte della tradizione della nostra regione. Noi della Pro Loco, per esempio, prepariamo i tortiei di patate, e le altre associazioni cucinano chi i canederli, chi il gulasch, chi gli spatzle o i wurstel. Imperdibili sono anche i vini locali, tra cui il nostro fiore all’occhiello è il Groppello di Revò”.
“Cercate in qualche modo di includere anche i giovani?”
“Molte delle associazioni coinvolte hanno una forte componente giovanile, penso in particolare alla banda, ai dragones e allo sci club, che di conseguenza attirano molti giovani ai loro portoni. Tra l’altro lo sci club organizza anche una serata con un deejay, che senza dubbio porterà molti ragazzi e ragazze”.

“Per ultima cosa vorrei sapere qual è, secondo te, il significato che questo evento ha per la vostra comunità”.
“‘Portoni a Revò’ è un evento nato innanzitutto per far rivivere il paese, per permettere alla comunità di riappropriarsi dei propri spazi cittadini e di valorizzare le associazioni che la compongono. Per questo è una ricorrenza molto sentita tra la gente del paese, ma questo non vuol dire che non attiri un grande pubblico che arriva anche da fuori, anzi. Guardando all’ultima edizione, avevamo preparato circa 1500 pasti solo noi della Pro Loco, quindi ci aspettiamo un seguito altrettanto ampio anche quest’anno. Questo ci dimostra che il nostro non è un evento rivolto solo alla comunità locale, ma che ha una portata più ampia, che attira tutta quella gente che ha voglia di vivere e gustare le nostre tradizioni”.
Vogliamo allora ringraziare Elisa per questa bella chiacchierata che ci ha mostrato l’importanza dell’associazionismo nel tessuto di un paese, che ci porta a viverlo in maniera diversa dal solito, con più consapevolezza. Non resta che ricordarvi l’appuntamento con “Portoni a Revò” il 18 e 19 aprile!





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