Turismo delle radici trentino

Sguardi da molto lontano

Una cittadina omonima alla nostra Trento sorge al di là dell’Atlantico, sulle coste del Brasile. A metà strada tra San Paolo e Porto Alegre, Nova Trento è una città di circa 15.000 abitanti nello Stato di Santa Catarina fondata dai trentini emigrati tra il 1875 e il 1892. Si tratta di una delle maggiori destinazioni verso cui si sono diretti parte dei 64.000 trentini emigrati in Brasile a fine Ottocento. Altre delle nostre città risuonano tra le frazioni di Nova Trento: c’è “Nova” Besenello, “Nova” Vigolo, “Nova” Valsugana.
Come Nova Trento, vi sono tante altre città verso cui i trentini sono emigrati tra fine Ottocento fino alla metà del secolo scorso. Moltissimi si sono diretti verso il Nord America, altri ancora verso l’Australia. Le cifre sono piuttosto alte: nel periodo tra il 1901 e il 1913 si contava una media di 626.000 emigrati trentini all’anno. E se tra i discendenti di questi trentini, qualcuno fosse interessato a conoscere le proprie radici, tornando nella terra dei propri avi e riscoprendo le tradizioni della sua famiglia?

Una storia di legami riallacciati

Questo è esattamente ciò che ha fatto James, italo-discendente nato e cresciuto in Pennsylvania (USA) grazie al progetto Italea.

Quand’era bambino, James passava tutte le estati dalla nonna Anna, figlia di emigrati trentini da San Lorenzo in Banale. Dalla nonna, racconta, si mangiavano alcuni piatti tipici trentini, come la polenta e la peverada, e si raccontavano le storie tramandate del Vecchio Paese. Dopo la dolorosa perdita della nonna, James si è messo in viaggio alla scoperta delle sue radici a San Lorenzo. In questo piccolo borgo di appena mille abitanti, il ragazzo è stato accolto calorosamente dalla popolazione. Tra vecchie fotografie, racconti dei paesani e bollettini parrocchiali, James ha ricostruito il suo albero genealogico, avendo anche l’opportunità di incontrare parte della sua famiglia italiana e visitando i luoghi dove la sua bisnonna aveva vissuto.

Per James, che aveva sempre conosciuto il trentino attraverso la cucina e le parole della nonna in Pennsylvania, l’esperienza è stata indimenticabile.

I parenti di James

Cosa possiamo fare noi Pro Loco

Del progetto Italea abbiamo parlato il 18 aprile durante un incontro informativo con Miriam Lullo, referente ETS trentino e Presidente del progetto Italea per il Trentino-Alto Adige e Loredana Flego, referente per il Trentino-Alto Adige e Veneto del progetto.  Si tratta di un programma di promozione del turismo delle radici, lanciato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale all’interno del progetto PNRR e finanziato da NextGenerationEU per il periodo 2022-2025. Grazie a questa iniziativa, gli italo-discendenti sparsi per tutto il mondo possono ritrovare le proprie origini organizzando un viaggio alla scoperta delle proprie radici. Tanti sono i discendenti trentini come James che già hanno preso parte a questo progetto.

Vedere il nostro territorio con occhi diversi

Durante l’incontro, sono emerse molte assonanze tra questo progetto e le Pro Loco. Come per questi viaggiatori d’oltreoceano alla scoperta delle proprie origini, anche per le Pro Loco il legame affettivo con il territorio trascende l’elemento materiale. Non c’è ente migliore delle Pro Loco, infatti, per riscoprire la propria comunità e le proprie tradizioni. Ciò è ancora più vero se si tratta di italo-discendenti, cresciuti lontani dalla propria terra di origine, conosciuta a volte solamente attraverso i racconti dei nonni. 

Al tempo stesso, si tratta di un’opportunità unica per poter vedere il nostro territorio con occhi diversi. Ciò che ci può sembrare banale, come una piccola via della nostra città, potrebbe riportare i discendenti trentini sulle tracce dei loro bisnonni, evocando immagini, sapori e suoni che fino ad allora avevano solo sentito nei racconti di famiglia. Oltre a ciò, il progetto Italea genera un turismo sostenibile, sviando dalle mete più popolari per supportare invece il tessuto sociale, economico e culturale del territorio spesso ignorato dal turismo di massa.

In questo senso, le Pro Loco possono fungere da ponte tra Italea e le comunità trentine. Vi sono numerose opportunità per promuovere tutto ciò che il nostro territorio fa: si possono segnalare gli eventi più rilevanti per pubblicizzarli anche al di fuori dell’Italia, si possono organizzare delle serata di approfondimento sul tema o, ancora, le Pro Loco possono mettersi a disposizione come referenti per un primo approccio emotivo al paese per i discendenti.

Attraverso questo tipo di iniziative di promozione e accoglienza, le Pro Loco possono non solo contribuire a ravvivare il tessuto sociale ed economico delle loro comunità, ma anche a creare legami duraturi che attraversano generazioni e continenti. In questo modo, il progetto Italea non solo offre l’opportunità di un viaggio fisico verso le proprie origini, ma anche un viaggio emotivo che arricchisce profondamente sia gli italo-discendenti che le comunità locali, rafforzando il legame indelebile tra passato, presente e futuro.

Perchè talvolta, lo sguardo degli altri ci fa scoprire cose di noi che ancora non conoscevamo!

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