Quando il volontariato è donna

Questa è una professione da uomo

Dovresti dedicare più tempo alla tua famiglia

Sei sicura di avere le capacità per gestire tutto?

Queste sono solo alcune delle frasi che le protagoniste dell’incontro “Donne alla guida del volontariato” si sono sentite dire durante la loro carriera.

Donne con storie di vita e professioni molto diverse, ma con un punto in comune: hanno combattuto contro gli stereotipi che le volevano nel retroscena per affermarsi come leader nel mondo del volontariato.

In occasione della Giornata Internazionale della donna, la Federazione trentina Pro Loco ha deciso di celebrare queste donne e le loro testimonianze in una serata dedicata alla leadership femminile.

Ad aprire l’incontro a Palazzo Benvenuti è stato l’Assessore comunale Alberto Pedrotti, che ha sottolineato l’importanza di includere più giovani e donne nel volontariato: un settore che, seppur forte in Trentino rispetto al resto d’Italia, ancora soffre di una diminuita partecipazione a seguito della pandemia.

È stata poi la presidente della Federazione Pro Loco Monica Viola a dare il via ad una tavola rotonda tutta al femminile. “Il mondo del volontariato è un ambiente ideale per dare a noi donne l’opportunità di arrivare a ruoli di potere e creare il cambiamento di cui la nostra società ha bisogno” ha affermato la presidente.

La sessione è stata moderata da Viviana Brugnara, presidente della Pro Loco di Faedo, che si è occupata anche di presentare alcuni dati riguardo al mondo delle Pro Loco.

Delle 213 Pro Loco associate alla Federazione, il 31,5% è presieduto da donne. 

Anche il numero di sindache è aumentato, mentre in seno al Consiglio Provinciale di Trento, è stata quasi raggiunta la parità di genere tra i membri. Si tratta di un trend positivo superiore alla media nazionale, ma non dobbiamo dimenticarci, ha ricordato Brugnara, della persistente difficoltà nell’abbattere quel “soffitto di cristallo” per raggiungere ruoli di responsabilità maggiori.

Essere una leader: racconti di vita e di sfide

Marina Mattarei, presidente della Feccrit e prima presidente donna della Cooperazione Trentina, ci ha raccontato i suoi modelli di riferimento femminili: sua madre, e la montagna. Una montagna che non perdona, che a volte può essere matrigna, ma che le ha insegnato il senso di responsabilità e il mutuo aiuto all’interno della comunità. Saper cogliere questo particolare contesto è stato ciò che le ha permesso di trovare soluzioni alternative per fare fronte alle numerose sfide che la vita le ha posto. Il suo consiglio per le donne nel mondo del volontariato? “Impegnarsi a custodire il fuoco, non essere cultrici delle ceneri”.

A seguire, Giorgia Gentilini, presidente dell’Istituto Italiano dei Castelli, ci ha parlato di come la sua professione si sia allargata anche al mondo del volontariato. Laureata all’Istituto Universitario di Architettura di Venezia (IUAV), si è specializzata nel restauro del patrimonio storico architettonico. A detta dei genitori, questa era una “professione da uomini”, ma Gentilini ha saputo andare ben oltre a questo pregiudizio. Oggi combina la passione per il suo lavoro di architetto con il volontariato, collaborando anche con l’Università di Trento. Il volontariato le ha trasmesso il valore dell’impegno civico, e le ha permesso di creare contatti lavorativi in tutta Italia. La maggior difficoltà? Riuscire a far capire ai ragazzi che l’associazionismo richiede impegno, ma ripaga con un divertimento sano.

Chiara Simoncelli, presidente di Libera Trentino, ci ha spiegato come è nato il suo interesse per la lotta contro la mafia. Simoncelli ha frequentato il liceo negli anni della strage di Capaci, e questo l’ha spinta ad interessarsi al tema della legalità.  Quando le viene chiesto com’è essere volontaria in un contesto come quello di Libera, spiega che “la lotta alla mafia altro non è che prendersi cura degli altri, di sé stessi e del proprio territorio”. Il consiglio che dà alle donne nel volontariato è quello di immergersi nella dimensione di gruppo e circondarsi di persone competenti da cui imparare.

Non potevamo terminare senza prima parlare di Pro Loco! Chiara Zanghellini, presidente della Pro Loco di Lavis, si occupa di comunicazione ed organizzazione di eventi. Prima di metter su famiglia, vedeva la sua città, Lavis, semplicemente come un dormitorio. Dopo la nascita di suo figlio, si è resa conto di un grande potenziale da sviluppare. Si è buttata in Pro Loco, e ne è diventata quasi immediatamente Presidente. Grazie al suo contributo, il direttivo della Pro Loco di Lavis ora è stabile e attivo. L’opportunità che le ha dato il volontariato è stata quella di non solo conoscere il suo territorio, ma anche sé stessa.

Dalle diverse testimonianze di queste donne emerge una volontà comune di lasciare un segno e stimolare un cambiamento nella società.

C’è chi lo fa all’interno della sua cittadina, chi s’impegna per valorizzare il patrimonio culturale, chi lotta per la legalità.

Allo stesso modo, tutte sottolineano le varie difficoltà che hanno dovuto affrontare, e che tutt’ora affrontano, nel loro percorso: il peso di dover essere sempre perfette, di doversi sforzare molto di più di un uomo affinché il loro valore venga riconosciuto, di essere in grado di ridefinirsi ad ogni avvenenza. 

Tutte però, seppur con formazioni diverse, condividono l’immensa ricchezza che il volontariato sa dare, e affrontano questa responsabilità con un forte ottimismo, capace di regalare speranza a chiunque le ascolti.

È proprio questo il sentimento principale della serata che desideriamo condividere con tutte le donne coinvolte nelle Pro Loco: uno stimolo a puntare in alto, e a credere sempre nelle proprie capacità