Quando i privati si attivano per la comunità

Un’iniziativa amata dalla comunità che rischiava di chiudere per mancanza di fondi. Una Pro Loco che ha deciso di non arrendersi. Un tessuto di imprenditori che ha capito il valore del progetto e si è attivato per farlo rinascere.

Cosa succede se la Pro Loco che ha a capo una sala che è un luogo fondamentale per la socialità del paese, tutto d’un tratto si trova senza i finanziamenti necessari per gestirla?

A volte nel mondo del volontariato ci troviamo in situazioni simili: con ostacoli più grandi di noi, bloccati da cose che pur con tutta la nostra buona volontà da soli non possiamo superare.

Talvolta, però, la soluzione arriva da dove non te la aspetti.

E’ quello che è successo alla Pro Loco di Ravina, protagonista della nostra storia di oggi.

Per raccontarvela dobbiamo fare un salto indietro, al 2009.
Anno in cui a Ravina, popoloso e campagnolo sobborgo di Trento, la Pro Loco decide di offrirsi per prendere in gestione dal Comune la Sala Demattè, uno spazio polivalente fino a quel momento in mano ad una cooperativa. Il Comune la concede alla Pro Loco in via gratuita, assumendo l’onere delle spese vive e dando anche un contributo per il suo funzionamento.

Dentro il teatro

Il passaggio alla “gestione Pro Loco” porta subito i suoi frutti: spese ridotte, calendario strutturato, una persona assunta dalla Pro Loco che si può occupare di amministrazione, gestione dei volontari e servizi di pulizia.

La sala diventa ben presto luogo molto apprezzato dalle associazioni del paese, che possono usufruirne in modo agevolato.

E’ in questo contesto che nasce l’idea di inserire anche una rassegna teatrale per riempire i mesi invernali. La scelta cade subito sul teatro dialettale, ma negli anni lo spettro si allarga, si iniziano a invitare anche compagnie di genere diverso. Il pubblico dimostra di apprezzare: sempre molti gli abbonati, spettacoli che registrano il tutto esaurito.

Non ci si arrende

Tutto procede bene fino al 2020, quando la convenzione con il Comune scade e nel rinnovarla si taglia il contributo fino a quel momento concesso alla Pro Loco per gestirla. Si rischia di interrompere tutto: apertura della sala alle associazioni, e soprattutto l’ormai amatissima rassegna teatrale.

Diventa difficile per i nostri volontari pensare ad un futuro della sala.
Ma non impossibile.
E così, piano piano, si cerca una strada.

Lì dove non si era pensato di trovarlo, si trova un aiuto concreto


Il Comune riesce a accollarsi una parte sostanziosa delle spese, ma mancano ancora i fondi per la gestione. I volontari decidono allora di chiedere una mano a una delle risorse più importanti del paese, gli imprenditori (Ravina ha infatti un bel gruppetto di aziende nel suo territorio).
E la risposta non tarda arrivare: i privati dimostrano di avere fiducia nella Pro Loco e di riconoscere il suo valore per la collettività, ed acconsentono subito a contribuire per coprire la cifra mancante. Lì dove non si era pensato di trovarlo, si trova un aiuto concreto

Nel 2022 finalmente la rassegna riparte. La Pro Loco deve però comunque rinunciare alla sua festa principale, Vivi Ravina, vista la situazione incerta delle sue finanze.

2024: quest’anno la rassegna torna in pompa magna. Il cartellone è ampliato, si punta alla qualità dell’offerta perchè il pubblico ormai è maturo anche per proposte di livello.
I privati acconsentono a un contratto triennale, e così la Pro Loco può dormire sogni tranquilli, e riprogettare la sua Vivi Ravina, che quest’anno per la gioia dei ravinotti tornerà ad essere messa in calendario, e festeggiare i 15 anni di teatro a Ravina.

MoniQue Foto – MONICA CONDINI – Compagnia di Lizzana “Le allegre mogli” novembre 2022

Info: Pro Loco Ravina