nadal a dro 2025

Quando dal dolore sboccia la speranza

A Dro, il tessuto associativo locale si è mobilitato a seguito di una grave perdita per la comunità. Tra le realtà coinvolte anche la Pro Loco, che ha scelto di manifestare la propria vicinanza attraverso un sostegno tangibile. Un percorso collettivo che ha portato a traguardi significativi e, per certi versi, inaspettati.

di Petra Gaboardi

Nel mondo del volontariato, le associazioni non camminano mai da sole: si incontrano, collaborano e costruiscono reti di supporto reciproco. Proprio partendo da questo spirito, la Pro Loco Sant’Antonio Dro, da sempre attenta alle vulnerabilità della propria comunità, ha organizzato il Natale 2025.

Lo scorso anno, la scomparsa di Melany, una bimba di 10 anni colpita da una rara malattia genetica, ha segnato profondamente il paese. Da questo dolore condiviso è nata un’iniziativa significativa e solidale: la Pro Loco ha scelto di dedicare la sua edizione natalizia alla ricerca oncologica pediatrica. È stato perciò organizzato lo spettacolo teatrale “Bon Nadal e Allegria!”, una serata animata dall’ironia e dalla spontaneità coinvolgente della comica trentina Loredana Cont. L’evento si è trasformato in uno strumento di sensibilizzazione, capace di dare voce a contenuti pregni di valore sociale e umano. A questo gesto simbolico si è affiancato un impegno concreto: infatti, il ricavato della serata è stato interamente devoluto all’associazione “Il Giardino della Ricerca ODV”.

Nadal a Dro 2025
Il momento conclusivo dello spettacolo “Bon Nadal e Allegria”

“Si tratta di un’associazione formata da un gruppo di genitori che hanno avuto in comune la brutta esperienza di vivere la malattia di un figlio e che, spinti dal desiderio di fare di più, raccolgono fondi per finanziare progetti di ricerca legati al mondo dei tumori e dei sarcomi rari” ci raccontano Stefano ed Emanuela, la mamma e il papà di Melany che si sono rivolti all’ospedale di Padova per le cure della loro bambina e che hanno voluto portare la realtà del “Giardino della Ricerca ODV” a casa loro, in Trentino. L’associazione è oggi un Ente del Terzo Settore riconosciuto e si pone l’obiettivo di sostenere bambini e adolescenti affetti da sarcoma e le loro famiglie, offrendo supporto economico, strumentazioni mediche e attività educative e ricreative. Questa coraggiosa famiglia comunitaria dimostra che la sinergia con altre associazioni e l’azione sono necessarie per fronteggiare il paralizzante senso di impotenza e per cercare delle soluzioni e delle nuove terapie efficaci.

La sinergia con altre associazioni e l’azione sono necessarie per fronteggiare il paralizzante senso di impotenza.

Facciamo goal per la ricerca
Lo stand informativo dell’associazione durante l’evento “Facciamo goal per la ricerca”

Negli ultimi anni, anche i genitori di Melany hanno scelto di trasformare parte della loro sofferenza in un impegno attivo e altruistico, dando vita a una manifestazione di due giorni, intitolata “Facciamo goal per la ricerca”. L’iniziativa si traduce in un torneo di calcio dedicato ai bambini, affiancato da serate musicali e da un’area dove è possibile mangiare e bere in compagnia. Anche in questa occasione, l’intero ricavato dell’evento viene donato al “Giardino della Ricerca ODV” e, in soli tre anni, ha permesso di raccogliere complessivamente 50 mila euro. Un risultato davvero sorprendente.

“All’interno di questa manifestazione abbiamo chiesto la partecipazione fondamentale di altre realtà, tra cui Pro Loco Sant’Antonio Dro, che è si è sempre dimostrata molto disponibile in tutto, contribuendo sia con l’attrezzatura sia con il supporto all’organizzazione dell’evento”. Fin da subito, questa famiglia ha trovato da parte del Presidente della Pro Loco e da tutti i volontari una sincera sensibilità e un effettivo sostegno. L’aiuto è arrivato sia da membri della comunità che conoscono direttamente la famiglia Matteotti ma anche da chi, mosso non da un legame affettivo, ha agito spinto da un profondo senso di empatia.

Facciamo goal per la ricerca
Le squadre in campo

Alla luce di ciò, i genitori di Melany hanno deciso di mettersi in gioco e avviare un’associazione analoga al “Giardino della Ricerca ODV”, con l’intento di informare su questa tematica, delicata e spesso silenziosa, la comunità locale nel proprio territorio e di fornire aiuto operativo all’associazione veneta. In programma c’è la creazione di un fondo destinato a sostenere le famiglie sotto molteplici punti di vista: dal supporto psicologico, all’accelerazione dei percorsi diagnostici, fino all’orientamento dei bambini e dei ragazzi verso i centri più adatti in base alla tipologia specifica di malattia. “L’arcobaleno di Melany” è il nome che è stato scelto per l’associazione nascente, che sarà operativa a partire da marzo 2026.

Questa storia ci insegna che non occorre condividere le stesse esperienze per riuscire a comprendersi e starsi accanto, e ci fa capire cosa significa davvero sentirsi parte di una comunità. Il senso di appartenenza non si misura solo nei momenti di gioia e festa, ma soprattutto nella capacità di esserci nei momenti in cui le sfide, anche per i singoli membri della collettività, si fanno più difficili.