Pro Loco Drena

I maroni di Drena: l’albero del pane di una comunità

Una coltivazione di sussistenza diventata simbolo vivo del territorio, in grado di richiamare migliaia di persone ogni anno: questo è Maroni in festa, organizzata della Pro Loco di Drena con l’Associazione Tutela del Marone di Drena

Che cosa può raccontare una castagna? Una domanda buffa, forse, se ci si limita a pensare alle caldarroste che gustiamo per il centro città d’inverno. Eppure, questo piccolo frutto, nella sua varietà di marrone, è stato un’essenziale fonte di sostentamento per moltissime famiglie, oltre che ad aver acquisito negli ultimi anni un forte richiamo turistico.

Per la Pro Loco di Drena, il marone non è solo una varietà di castagna pregiata, ma una coltivazione in grado di raccontare antiche tradizioni e usi trasmessi di generazione in generazione. Come ogni anno da ben cinquantacinque anni, il piccolo paese di Drena, che conta poco più di 600 abitanti, ha partecipato con entusiasmo a “Maroni in Festa”, arrivando ad accogliere più di 5.000 persone.

Ci siamo fatti raccontare di più di questa manifestazione da Sebastiano Miori, membro del Direttivo della Pro Loco di Drena e Presidente dell’Associazione Tutela del Marone di Drena.

Maroni in Festa

Sebastiano, la festa è solo una sagra o ha un fine di far vivere una coltivazione storica? 

Questa manifestazione nasce 55 anni fa, con un insieme di mostra e mercato. Il marone in passato non era riconosciuto in termini economici, ma aveva solo un valore di scambio. Solo successivamente, ha acquisito un valore economico. L’obiettivo della festa è quello di far rivivere una coltivazione storica, trasmettendo il suo valore territoriale, ambientale e socioeconomico e dando luce  ai produttori e alle realtà vicine. 

Cosa rappresenta questa antica coltivazione per la comunità? 

    I miei nonni sono nati in questo maso, e davvero solo grazie al marone sono riusciti a sopravvivere. Lo chiamavano l’albero del pane: si mangiava in tanti pasti diversi, era ricco di sostanze nutritive e serviva anche come merce di scambio. Un chilo di maroni valeva un chilo di farina. È qualcosa di molto radicato qui. Abbiamo piante che hanno anche più di 300 anni: erano qui prima di noi, sono qui adesso e ci saranno anche dopo. Vanno rispettate, perché sono alberi che hanno attraversato epoche completamente diverse dalla nostra.
    Nel tempo si è usato tutto: il tannino, che era importante una quarantina di anni fa; il legno del castagno, che è sempre stato usato come palo per le vigne; e ovviamente i frutti, che hanno avuto mille usi nella storia.

    Maroni in Festa

    In che cosa consiste la Festa dei Maroni?

    Assieme alla Pro Loco, durante la manifestazione percorriamo il cammino dei ricci accompagnati da guide naturalistiche. Si organizzano una decina di visite durante i due giorni di festa, con anche la possibilità di raccogliere i maroni con esperienza didattica. Quest’anno, al venerdì, è stato invitato lo storico Romano Turrini per raccontare tutta la storia legata a questa coltivazione, al castello e al paese di Drena. Durante la festa, vi sono anche molti laboratori in collaborazione con realtà del luogo. Ci interessa far capire la storia, la tradizione e l’utilizzo del prodotto.

    Che riscontro avete avuto in questa edizione?

    Il riscontro è stato molto positivo. Ci ha aiutato tantissimo anche il tempo, perché la manifestazione è tutta all’aperto. Abbiamo circa mille metri di percorso che dobbiamo addobbare per accogliere gli ospiti. Da tre anni abbiamo introdotto anche la possibilità di parcheggiare fuori e arrivare poi al centro del paese con i trenini, e questo ha fatto davvero la differenza. Quest’anno sono arrivate circa 5.000 persone.

    Abbiamo organizzato laboratori, poi l’area bambini, i giullari… e tanti punti di somministrazione. C’erano gli gnocchi di maroni, le tagliatelle di maroni, la torta di maroni di Tecchiolli, vari dolci con crema di maroni e altri piatti tipici.

    Maroni in Festa


    Chi dà una mano alla Pro Loco durante questa festa?

    La nostra Pro Loco e l’Associazione di Tutela dei Maroni sono molto unite, il nostro è un gruppo piccolo ma attivo. Oltre a noi, sicuramente l’amministrazione comunale ha un ruolo principale. Abbiamo anche collaborato con le Pro Loco di Revò e Vigo, oltre a tante altre associazioni. È stato un grande lavoro, ma anche una grande soddisfazione.


    I maroni di Drena, in passato merce di scambio e fonte di sostentamento, oggi sono diventati simbolo di tradizione in grado di generare turismo. La loro importanza ha assunto nei decenni forme e significati diversi, ma ciò che ha fatto la differenza è stato l’interesse di un gruppo di persone a valorizzare questa importante coltivazione.

    Così nasce un patrimonio immateriale, attraverso l’impegno nel trasformare una ricchezza antica in una risorsa viva per la comunità.

    Immagini: Archivio APT Garda Dolomiti ph. Alessio Lazzarini