Le Pro Loco in festa al Museo

Volontari delle Pro Loco trentine alla scoperta del METS – Museo etnografico trentino San Michele giovedì 30 maggio nell’evento “Le Pro Loco in festa al Museo”. Un’occasione ricca di nuove opportunità e spunti di riflessione per la vita presente e futura delle proprie comunità.

È sempre un clima festoso quello che accompagna le incursioni di un nutrito manipolo di volontari delle Pro Loco, perché ciò che non manca mai è l’idea di condividere qualche nuova avventura, conoscere persone di altre Pro Loco e raccogliere, insieme, la proposta del giorno.

Così quasi 50 persone si sono presentate lo scorso 30 maggio alle porte del METS Museo Etnografico Trentino di San Michele, per curiosare tra gli oggetti antichi della vita dei Trentini di cui il museo è un ricchissimo contenitore.

Fa tutto parte dell’accordo sottoscritto dalla Federazione Pro Loco e dal METS per iniziare a lavorare sugli aspetti culturali che caratterizzano ogni territorio.

Federazione riconosce che il lavoro sulla cultura e sul patrimonio immateriale costituiscono uno spazio di espansione e di sviluppo delle possibilità delle Pro Loco.

Il METS, d’altro canto, vede nelle Pro Loco una rete di canali capillare sul territorio in grado di sensibilizzare la popolazione sull’importanza di fare una riflessione sugli usi e i costumi della gente che permetta una proiezione nella storia, dal passato al futuro, intersecando il presente, il qui ed ora.

Oggetti che ispirano

Così il nostro manipolo si è diviso in tre sottogruppi che, guidati dagli operatori del museo, hanno visitato ognuno un percorso diverso, centrato su una particolare tematica.

Un gruppo ha seguito la parte dedicata ai riti, un altro la sezione sulla viticoltura e l’ultimo l’esposizione sulle malghe. Alla fine della visita ogni gruppo si è fermato una mezz’oretta per restituire agli operatori di Federazione le proprie impressioni.

Molti volontari hanno mostrato sorpresa ed interesse per ciò che hanno visto.

La narrazione degli operatori del METS ha collocato gli oggetti esposti dentro ad un percorso che ha restituito nuova “vita” agli oggetti, li ha legati a dimensioni immateriali di grande ispirazione.

“Le Pro Loco possono reinterpretare ciò che ha fatto parte del quotidiano di ieri e trarre da questo molti spunti per la vita presente e futura delle proprie comunità.”

La gestione della malga ha fatto loro riflettere su come molti beni fossero gestiti collettivamente, il bancone del bar alla fine del percorso sulla viticoltura ha sollevato domande e curiosità sugli spazi di socialità mentre le coloratissime maschere hanno suscitato pensieri su come si affrontasse l’incertezza dei cicli stagionali e di tutto ciò che dipendeva da questi.

Possiamo dire che l’effetto di questo piccolo esperimento è stato rilevato, qualche cosa è successo, l’avvicinamento tra Pro Loco ed un soggetto del mondo culturale come il METS è possibile e foriero di novità ma, probabilmente, necessita di una forma di intermediazione.

Questa necessità deriva dal fatto che in una precedente analisi, condotta nel 2022, abbiamo rilevato che le Pro Loco hanno un’idea di cultura molto particolare, legata al passato, ad oggetti specifici come i libri, separabile dalla realtà ed opzionale.

Nuovi spunti per la vita di comunità

Bisogna ripartire da qui, dal fatto che l’idea di cultura alla quale vogliamo riferirci non è un qualcosa che riguarda un’élite o qualche prodotto musicale, letterario, artistico, etc…

La cultura è l’insieme di tutto ciò che condividiamo in termini di significati, tutto ciò che gli oggetti si portano dietro come componente non tangibile, evocato dalla forma e dal materiale in cui sono fatti. Ma come gli oggetti hanno bisogno di manutenzione anche gli aspetti immateriali vanno mantenuti vivi: quello che cambia è che tutto ciò che immateriale, per poter restare vivo, deve essere vissuto dalle persone, deve far parte della vita di qualcuno che gli attribuisce un significato.

Noi di Federazione pensiamo che le Pro Loco possono dare nuova vita a molti degli oggetti conservati al museo, possono inventarsi nuovi usi o trarre da questi oggetti gli spunti per proporre nuove versioni dell’immateriale, possono reinterpretare ciò che ha fatto parte del quotidiano di ieri e trarre da questo molti spunti per la vita presente e futura delle proprie comunità.

Il percorso è lungo, ci stiamo impegnando per tracciare una via, ma le Pro Loco hanno già accettato di partire con noi e gli esiti sono già promettenti, perché la felicità più grande sta nel fare la strada insieme.