Il San Nicolò delle Pro Loco porta in dono un sorriso

La magia delle feste di San Nicolò delle Pro Loco trentine? Farci stare con gli altri con il sorriso sulle labbra

5 e 6 dicembre, arriva San Nicolò.

Sono giorni carichi di attesa e di gioia per i più piccoli e in cui i grandi possono tornare un po’ bambini.

Il suono dei campanelli e dei ben più rumorosi barattoli di latta riempie le strade dei nostri paesi mentre San Nicolò, seguito da un codazzo di diavoli spaventosi distribuisce doni e dolciumi ai presenti.

E’ un po’ così l’immagine che abbiamo di questi giorni che ci introducono al periodo delle feste, ma in realtà c’è molto di più.

Come fanno da anni le Pro Loco trentine, che sono davvero legate a questa ricorrenza: anche nel 2023 almeno una quindicina di loro si sono date da fare per celebrare al meglio “il loro santo”.

Dove nasce questo attaccamento?

Processione con la statua di San Nicolò a Carisolo

La festa di San Nicolò di un tempo

San Nicolò nacque nel 270 a Patara in Asia Minore, attuale Turchia da famiglia nobile. Vescovo di Mira, era noto per le sue doti di pietà e carità, tanto che già in vita gli vennero attribuiti moltissimi miracoli e gesti compassionevoli. Nel corso del Medioevo divenne uno dei santi più amati del cristianesimo e attorno alla sua figura si crearono riti e usanze.

 Una delle tradizioni più diffuse nell’arco alpino fino ad alcuni decenni fa voleva che la sera del 5 dicembre San Nicolò passasse nelle case in cui abitavano bambini, portando in dono frutta e dolciumi, qualche volta del carbone.

Il figurante in costume era seguito da un corteo di diavoli spaventosi, vestiti di pelli, con maschere in legno, corna e denti aguzzi, catene ai polsi e cinture con i campanacci.  

Nelle frazioni e nei masi più isolati, dove era più difficile organizzare delle mascherate in autonomia, i bimbi preparavano un piatto con crusca, sale e fieno per l’asinello del santo e lo esponevano alla finestra, nella speranza di trovare la mattina successiva qualche piccolo dono.   

San Nicolò in Pro Loco

Negli ultimi anni queste tradizioni sono diventate sempre di più delle feste comunitarie, anche grazie alle proposte speciali che le Pro Loco mettono in campo il 5 dicembre e i giorni vicini.

A Marco di Rovereto la Pro Loco di Marco martedì 5 dicembre porta un figurante, vestito in rosso con una lunga barba bianca, in giro per le vie del paese con il suo asinello e un carretto pieno di dolci da distribuire ai bambini.

Nella sfilata della Pro Loco di Trambileno (5 dicembre) è prevista la presenza dei terrificanti Krampus, che prendono il nome dal capo dei diavoli a seguito di San Nicolò. In passato spauracchio per i più piccoli, ora questi personaggi sono una vera e propria attrattiva per i partecipanti.

I protagonisti per eccellenza sono però i bambini: le Pro Loco di Caoria, Castelfondo, Flavon e Tuenno Tovel con una “chiamata” alle armi sui social hanno invitato i più piccoli ad armarsi di campanacci, campanellini e bandoni (barattoli di latta) per accompagnare il santo nella sua processione per il paese e scacciare, secondo le credenze popolari, le creature malvagie

La Pro Loco di Mezzolombardo organizza invece per il 5 dicembre una vera e propria “strozega” con  i partecipanti che trascinano i bandoni, facendo molto rumore. Il tutto accompagnato da un’originale premiazione: quella della strozega, più lunga, più grande e con più partecipanti.

San Nicolò all’insegna dei concerti anche per la Pro Loco di Centa San Nicolò, che mercoledì 6 dicembre festeggia il suo patrono non con un rumoroso mix di campanacci e barattoli ma con tre cori riuniti nel nome del santo.

San Nicolò a Mezzolombardo

 Alcune Pro Loco riescono anche a creare un suggestivo legame tra la festa di San Nicolò e la luce, simbolo dell’eterna lotta contro le tenebre e il male.

Se le Pro Loco di Trambileno (2 dicembre), Carisolo (6 dicembre) e Ziano di Fiemme (5 dicembre) procedono all’accensione dell’albero, in altri casi allestiscono un falò, come le Pro Loco di Castelfondo (2 dicembre) e Denno, Flavon, Ronco (5 dicembre). I volontari di Carisolo hanno introdotto il falò quest’anno per la prima volta,  “con l’intenzione di accatastare i buoni propositi e bruciarli per farli diventare realtà”.

Ogni Pro Loco coglie l’aspetto che sente più suo nelle tradizioni legate alla figura di San Nicolò, proponendolo nella versione che più la rappresenta: quella che fa breccia nel cuore della sua comunità, che la fa sentire aria di festa e di gioia.

Le feste di San Nicolò sono soprattutto un’occasione di aggregazione per la comunità, dove ci si può trovare con gli altri, fare due chiacchiere, bere un brulè mentre i bambini scartano i doni consegnati dal santo o si divertono nelle attività organizzate a contorno, come gli  spettacoli di clown a Castelfondo (2 dicembre) e le letture a tema a Denno (6 dicembre).

E’ in particolare uno l’aspetto legato alla figura di San Nicolò che meglio si sposa con il fare Pro Loco: quello della generosità.

Se la Pro Loco di Imer “coglie”sfrutta” l’occasione di questa festa per raccogliere donazioni per don Maksym, vescovo salesiano in Ucraina che aiuta i bambini del posto, quella di Ziano di Fiemme organizza una vendita di cestini solidali con prodotti naturali il cui ricavato va all’associazione Bambi – Bambino Malato ONLUS delle valli di Fiemme e Fassa.

Ogni Pro Loco quindi coglie l’aspetto che sente più suo nelle tradizioni legate alla figura di San Nicolò, proponendolo nella versione che la rappresenta al meglio, che porta aria di festa e di gioia, facendo breccia nel cuore della comunità.

Che ci veda impegnati a a suonare un campanello, scherzare con un Krampus, scaldarsi davanti a un falò o fare un gesto di generosità.

ph: Pro Loco Carisolo, Mezzolombardo, Tuenno Tovel