di Katia Lenzi
I volontari della Pro Loco di Madrano Canzolino sanno tessere legami, tra vicini, tra generazioni diverse, tra chi abita questi luoghi e chi vi è di passaggio. Perché la stessa Pro Loco è comunità.
Madrano e Canzolino sono due frazioni del Comune di Pergine Valsugana, in cui 9 anni fa è nata la Pro Loco di Madrano Canzolino, un gruppo che ha messo al centro del suo fare Pro Loco l’arte, le tradizioni e una grande attenzione alle nuove generazioni.
Abbiamo fatto una chiacchierata con Carla Sartori, presidente della Pro Loco dal 2024. Ecco cosa ci ha raccontato.

Cosa ci puoi raccontare della Pro Loco?
Gli abitanti delle due frazioni hanno sempre collaborato fra di loro, soprattutto nell’ambito sportivo. Però volevamo qualcosa che andasse oltre lo sport, volevamo organizzare eventi per fare comunità e accogliere i nuovi residenti, che negli ultimi anni sono aumentati molto. A giugno 2017 ci siamo associati e abbiamo fondato la Pro Loco. Abbiamo scelto un logo che ben rappresenti le due frazioni e cioè il loro soprannome, – una famiglia di rane – per Canzolino e croti (rospi) per Madrano. L’attuale direttivo è stato eletto nel marzo 2024 ed è formato da 7 consiglieri, tra cui anche tre giovani, che hanno portato idee nuove e tanta energia.
Organizzare una Pro Loco non è semplice: serve tempo, dedizione, impegno e l’aiuto di tutti i volontari, che sono il cuore della PL. Ognuno di noi ha un ruolo preciso, ma nessuno è un professionista: impariamo facendo esperienza e cerchiamo di migliorare ogni volta. Io come presidente dedico parecchie ore alla gestione della Pro Loco, tra amministrazione, coordinazione delle attività programmate, collaborazione con il Comune e altre realtà locali, come l’Azienda per il Turismo, le associazioni, la Federazione trentina delle Pro Loco, la cittadinanza. E’ davvero un ruolo centrale per la promozione del territorio e fare comunità.

I vostri eventi principali parlano di arte e tradizioni di sti ani, perché questa scelta?
Abbiamo scelto arte e tradizioni nei nostri due eventi principali, perché crediamo che siano un modo bellissimo per far conoscere il nostro territorio e per unire le persone.
Ci siamo interrogati sul significato di Pro Loco e su cosa avremmo potuto fare per promuovere cultura e tradizione. Un grande aiuto ci è arrivato dalle storie dei nostri genitori, con cui ci è venuta l’idea di dar vita all’evento Sfoiò e Filò. Lo Sfoiò era la tradizione contadina dello “sfogliare” cioè togliere le foglie che avvolgono le pannocchie. Questo non era solo un momento di lavoro, perché coinvolgeva diverse persone, che si riunivano e che facevano filò, cioè parlavano e chiacchieravano di tutto e di più, si faceva festa e poi si preparava la polenta.
Noi abbiamo voluto riportare questa tradizione nel nostro territorio, coinvolgendo gli anziani, che insegnano l’arte dello “sfoiar” ai bambini e creano giochi e bamboline con le pannocchie come facevano una volta. Alla festa partecipano anche artigiani locali, come il cestaio, allevatori, musicisti e animatori per i bambini.
È un evento semplice, che parla delle nostre radici e di tradizioni da tramandare, ma di cui siamo molto fieri, poiché è stato inserito nel portale del Patrimonio culturale immateriale nel 2025.
La Pro Loco è un punto di riferimento, è un legame, è la stessa comunità.
L’altro vostro evento Riflessi mini art fest è più collegato all’arte, con un nome estivo che richiama l’acqua dei due laghi di Madrano e Canzolino
Riflessi è un evento che unisce arte e natura. Gli artisti dipingono all’aperto, scolpiscono, fanno laboratori per grandi e bambini ed espongono le loro opere. C’è anche una gara di pittura plein air, proiezioni di video arte nella chiesa della Visitazione di Maria di Canzolino, con esposizione di opere pittoriche accompagnate da musica, street art e un laboratorio di poesia visiva.

Avete un occhio di riguardo per le nuove generazioni. Cosa avete messo in campo per i più giovani?
Tutti gli anni il 12 dicembre organizziamo la “Strozega” di Santa Lucia, una camminata suggestiva ed emozionante per le vie e i vicoli di Madrano e Canzolino: i veri protagonisti sono i bambini, che trascinando barattoli di latta accompagnano Santa Lucia e l’asinello. La passeggiata si conclude nel piazzale della scuola elementare dove la santa distribuisce i doni ai bambini.
Coinvolgiamo gli alunni delle scuole in una vecchia usanza, ovvero “la Festa degli alberi”, anche e soprattutto per ripopolare la nostra zona che è stata duramente colpita dalla tempesta di Vaia.
Da alcuni anni abbiamo in gestione anche il campo da beach volley di Madrano, curato dai giovani soci della Pro Loco. Sono loro infatti che organizzano tornei di pallavolo e momenti di festa tra ragazzi.
Con l’associazione Plastic Free e altre realtà del territorio organizziamo giornate di pulizia, sensibilizzazione e riuso. Si tratta di educazione, di esempio, di comunità, per questo ci fa piacere quando a queste giornate vediamo partecipare giovani e bambini.
Anche questi sono momenti che fanno crescere la comunità. Se Riflessi e la Festa degli Alberi portano arte, creatività e bellezza, Sfoiò e Filò e la Strozega portano memoria, tradizione e identità mentre i tornei di pallavolo significano sport e aggregazione. Sono tanti modi diversi, ma complementari di raccontare chi siamo.

Cosa rappresenta la Pro Loco per la comunità?
Dietro ogni evento c’è un grande lavoro di squadra. Cerchiamo sempre di coinvolgere anche altre associazioni del territorio, come i ragazzi autistici di Casa Sebastiano, l’associazione di Orienteering Pergine, quella dei Pescatori, il Consorzio di miglioramento Fondiario e le scuole materna e primaria, perché sono loro il futuro della comunità e dei nostri paesi.
Ogni volontario è un valore aggiunto per la comunità: chi cucina, chi monta i gazebo, chi fa fotografie, chi dà una mano con i bambini. La Pro Loco è nata per far incontrare i vecchi e i nuovi residenti e farli sentire parte della comunità, in quanto negli ultimi anni c’è stato un notevole incremento demografico.
L’associazione inoltre è anche un ponte: tra generazioni, tra tradizione e modernità. È un modo per vivere le nostre frazioni e per creare legami tra generazioni diverse.
In un paese la Pro Loco è un punto di riferimento, è un legame, è la stessa comunità.




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