il sogno dei ragazzi di grauno

I “ragazzi” di Grauno e il loro sogno

A Grauno c’è un parco giochi bellissimo. Ma ancora più bella è la sua storia, una storia di amore per il proprio luogo e di voglia di viverci meglio, iniziata 50 anni fa….

Sono pochi nella vita i luoghi del cuore, ma con quei luoghi si ha un legame talmente forte e viscerale che resiste agli anni, ai cambiamenti, allo scorrere del tempo.

La storia di oggi è una storia di amore per un luogo che si protrae e si trasforma, e che riesce, anche dopo 50 anni, a portare frutti.

Tutto inizia negli anni ’70, in un paesino in Trentino: un gruppo di ragazzini guarda con soddisfazione una scatola piena di monetine. E’ il frutto di mesi di risparmi di ognuno di loro e di molti loro compaesani. Quella scatola racchiude il loro sogno: la possibilità di realizzare finalmente un campo di calcio in paese.

Quel giorno che cambiò la vita del paese

Il lavoro è cominciato un anno prima. Siamo a Grauno, paese di poco più di 150 abitanti a 800 metri d’altezza, affacciato sui ripidi pendii della Val di Cembra. Qui, di prati pianeggianti in cui giocare a palla, neanche l’ombra. C’è però un terreno, ai piedi dell’abitato, che verrà messo all’asta: non è troppo ripido, e con un pò di lavoro potrebbe diventare uno spazio per i giochi che è sempre mancato ai bambini e ai ragazzi del paese.

La sfida è grande: racimolare la cifra necessaria per partecipare all’asta non è facile, e bisogna anche vincere l’eventuale concorrenza. Ma i ragazzini non si perdono d’animo, e con grandi sacrifici riescono ad arrivare all’importo necessario. C’è solo un ultimo ostacolo: sono tutti minorenni, quindi non possono formalmente presentare l’offerta. Le loro preghiere convincono un loro compaesano appena diciottenne, che firma e consegna l’importo, nel giorno stabilito.

L’esito di quell’asta ha cambiato la vita di quel paese. Da quel giorno, per mesi, i ragazzi del paese lavorano per sistemare il “loro” nuovo campo: c’è da arare la terra, livellare, setacciare, estirpare arbusti e costruire recinzioni. Alla fine di tanto lavoro, però, il risultato è una piccola rivoluzione per i giovani di Grauno, che da quel giorno hanno un luogo in cui poter giocare.

Piccoli progetti crescono

Passano gli anni. Quel campo non verrà più messo all’asta, e diventerà a tutti gli effetti uno spazio pubblico curato e manutenuto dai ragazzi.

2015. In paese chi ora si occupa del campo polivalente è il comune insieme alla Pro Loco, molti dei cui soci sono quei ragazzini che 50 anni prima avevano preso in consegna il campo. Adesso lo spazio è cresciuto, ci sono staccionate, il campo da calcio, qualche gioco per i bambini.

I “ragazzi” della Pro Loco, però, non hanno smesso di sognare, come quando avevano 15 anni: quello è il posto perfetto per un capannone per le feste, con cucina, tavoli e tutto quello che può servire alla comunità per i momenti di svago. Di nuovo, i “ragazzi” si mettono all’opera. Di nuovo, ore di lavoro di tutti i compaesani e così, prima viene realizzato un capannone temporaneo e poi una struttura in legno con cucina e posti a sedere per centinaia di persone. La comunità ha ora il suo centro polivalente, che è diventato il vanto del paese.

I ragazzi di Grauno 50 anni fa regalarono alla comunità il suo primo campo da calcio

Il capannone delle feste

Un sogno che continua

Ma la storia non è finita. Nel 2021, i nostri sognatori realizzano un altra piccola rivoluzione. Con i soldi risparmiati dalla Pro Loco, regalano al paese un nuovo parco giochi, curato nei minimi dettagli, il più grande parco della Val di Cembra. Un’altra piccola grande rivoluzione per chi a Grauno vuole viverci sempre meglio.

Il giorno dell’inaugurazione sono tutti emozionati: Federico Pedot, segretario della Pro Loco, fa tagliare il nastro a Renato Cristofori, “l’unico diciottenne del gruppo che ha permesso che questo sogno si realizzasse, 50 anni fa”.

Una piccola grande rivoluzione per chi a Grauno vuole viverci sempre meglio.

Inaugurazione del nuovo parco giochi
Inaugurazione del nuovo parco giochi

ph: Pro Loco Grauno