Sei campane, una melodia tramandata da generazioni e un gruppo di giovani che la custodiscono. A Grumes, la comunità è molto legata alla tradizione del Campanòt, e i giovani della Pro Loco si impegnano a farlo rivivere ogni anno, come sempre durante la Sagra de Lui.
Si è tenuta domenica 12 luglio a Grumes la Sagra de lui: evento tradizionale organizzato interamente dai ragazzi più giovani della Pro Loco. Quest’anno la giornata ha proposto oltre al pranzo con specialità tipiche, la corsa Beerace e musica dal vivo, animando tutto il paese.
L’elemento più particolare, però, è stato il “Campanot”, cioè il suono delle campane fatto a mano seguendo delle melodie tradizionali che si tramandano da paese in paese, eseguito solo in alcune occasioni particolari, quali appunto, la sagra. Il valore aggiunto è stato che i “sonatori” erano tutti giovani della proloco: saliti in cima al campanile, hanno eseguito la “sonata semplice” in tre occasioni differenti: il sabato sera per avvisare i compaesani della sagra dell’indomani, al pranzo di comunità della domenica e la sera a chiusura della manifestazione, animando la sagra e tenendo viva una tradizione secolare. Ne abbiamo parlato con Elia Santuari, presidente della Pro Loco.

Quando avete imparato a suonare il Campanot?
“Non c’è un momento preciso in cui abbiamo imparato” risponde “è una tradizione che si tramanda da coscritto in coscritto. Da piccoli andavamo a vedere fratelli e cugini suonare il Campanot e il passaggio di consegne è stata una cosa naturale. Ovviamente possiamo sempre contare sul prezioso aiuto degli anziani del paese quando qualcosa non torna”.
In cima al campanile si trovano dunque sei campane di dimensioni differenti, ognuna delle quali viene suonata per il batacchio da una persona scelta a rotazione ogni anno.

La domanda sorge quindi quasi spontanea: esiste uno spartito, un repertorio a cui i sonatori attingono?
“Eseguiamo sempre la sonata classica” ci spiega Elia “a volte ci piacerebbe proporre anche qualcosa di più moderno, ma essendo sei campane, ci manca una nota” dice ridendo. “Per questa ragione le varianti che proponiamo durante il Campanot sono una serie di scale o il Campanot al contrario”.
A guidare i sonatori e le sonatrici è la persona che si occupa di suonare la campana più piccola, situata nel punto più alto del campanile. “È la campana che suona con più frequenza, quella più maneggevole” ci spiega Elia “ma anche quella incaricata di dare il ritmo alle altre, che decide se fare una scala o meno. Per questa ragione viene suonata dalla persona che ha più esperienza”.

Se vi dovesse capitare di passare dalle parti di Grumes la seconda domenica di luglio e vi venisse la curiosità di passare accanto al campanile, salendo le vecchie travi, troverete appollaiati e abbarbicati un bel gruppo di giovani, intenti a portare avanti con passione una tradizione antica ma che tutt’oggi suscita grande entusiasmo e curiosità.
“Si tratta di un’esperienza molto adrenalinica che ha attirato l’attenzione anche di persone che non appartengono alla Pro Loco” aggiunge Elia “noi siamo sempre molto aperti a chiunque abbia voglia di sperimentarsi e di contribuire al Campanot. Ogni anno si ruota e si impara a suonare in loco, non ci sono prove” racconta divertito. Chi sarà dunque, il prossimo sonatore o sonatrice?





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