Giovani e Pro Loco nei territori di Val di Non e Sole

Il volontariato delle Pro Loco trentine è sempre più giovane. Stare in Pro Loco è una scuola di vita, in cui si impara a stare con gli altri, a responsabilizzarsi, a sentirsi riconosciuti.

La scuola, la famiglia, lo sport, gli hobby. E la comunità.

Tra gli ambienti frequentati dai giovani, quest’ultima, soprattutto in un contesto come il Trentino, fatto di poche città e tanti paesi, ha un peso a volte sottostimato ma in realtà decisivo nel quadro delle esperienze di vita. Gli studi ci dicono che vivere bene dentro una propria comunità di riferimento è uno dei fattori determinanti per la qualità della vita delle persone.

Per questo fa particolarmente piacere notare come in Trentino, a differenza di molti altri contesti in Italia, il volontariato in Pro Loco sia sempre più giovane. L’età media dei presidenti Pro Loco è infatti in Trentino di 43 anni,  e se prendiamo in analisi soltanto le valli di Non e di Sole questa media scende ai 38.

Volontarie della Pro Loco di Flavon

Ma perché i ragazzi entrano in Pro Loco?

In primo luogo, si nota negli ultimi anni come entrare in Pro Loco per i ragazzi non sia più solo un modo per stare dentro la propria comunità in modo attivo, ma diventi anche uno strumento di apprendimento. Vi è forte il desiderio di imparare qualche cosa, di svolgere compiti reali in un mondo che ritarda continuamente la loro presa di contatto con la realtà. Stare in Pro Loco è una scuola di relazioni incredibile, dove si impara tutto quello che non ti insegna l’istruzione, in primis a lavorare con gli altri per un fine collettivo, a fare insieme per la comunità.

Altra questione è poi come si trasforma poi la motivazione individuale in ingresso in un buon motivo per rimanere nelle Pro Loco. Se tutto funziona sufficientemente bene il ritorno che si ha dalla comunità per aver lavorato bene crea un circolo positivo che rinforza il legame. Imparare qualche cosa rende competenti, diventare competenti consolida l’appartenenza e il legame con il gruppo e il riconoscimento da parte del gruppo è un fattore di salute contro la solitudine e il malessere dei nostri tempi che vogliono mediare tutte le relazioni attraverso gli strumenti tecnologici.

Se poi ci chiediamo come favorire il passaggio generazionale, nel mondo delle Pro Loco risulta evidente che la prima condizione sia la responsabilizzazione. Laddove i ragazzi sono messi nelle condizioni di avanzare le proprie idee e metterle in pratica, essi si dimostrano pienamente in grado di assumere ruoli non solo operativi ma anche decisionali, ovviamente commisurati con la loro esperienza. Nei contesti in cui invece si cercano solo risorse per dare una mano a progetti non sentiti come affini, allora i ragazzi fanno più fatica ad essere coinvolti. 

Giovani della Pro Loco di Spormaggiore

Stringendo la lente sulle Val di Non e Val di Sole, si nota come le situazioni siano molto diverse.

In Val di Non le Pro Loco hanno affrontato negli ultimi anni un forte cambiamento generazionale. Alcuni gruppi avanti con gli anni hanno tenuto duro il più possibile senza pensare a creare una successione. E quindi ora in Val di Non abbiamo gruppi nuovissimi di ragazzi poco più che ventenni che dopo un momento silente della Pro Loco devono ricominciare tutto da capo. Ma sono moltissime le Pro Loco nonese a dirigenza totalmente under 30. Le Pro Loco di Romeno, Ronzone, Livo, Tassullo, ad esempio, ma anche molte altre. Sarnonico spicca tra tutte, con il suo direttivo giovanissimo, composto da ragazzi tutti tra i 22 e i 27 anni. Malosco, poi, si distingue per un direttivo completamente al femminile, con 7 donne che dal momento della loro elezione, nel 2022, hanno messo al mondo un totale di 5 figli!  

In Val di Sole siamo invece ancora al passaggio da Comitati turistici locali a Pro Loco, attraverso una trasformazione che vede ancora attive le persone già dentro i circuiti istituzionali: bisognerà attendere qualche anno in più perché si metabolizzi anche lì un nuovo ruolo per le Pro Loco che diventa significativo per il turismo non in quanto produttore di servizi ma perché mantiene la vita in un territorio. In entrambi i casi le Pro Loco sono spazi molto flessibili, in cui il contenuto può essere eterogeneo ma l’obiettivo resta quello di canalizzare le energie dei volontari verso la comunità ovvero verso ciò che ci riguarda tutti insieme.

Pro Loco Bresimo giovani volontari
Giovani volontari della Pro Loco di Bresimo


Dal punto di vista politico, il soggetto che coordina le Pro Loco trentine, la Federazione Trentina Pro Loco, ha proprio nell’attenzione ai giovani una delle sue priorità.

Nelle parole della presidente, Monica Viola, “Il nostro mondo vive di cambiamento e di energie dei territori: siamo convinti che quanto più l’esperienza del passato, che arriva da anni di impegno dei nostri volontari, riuscirà a fluire in modo armonico e collaborativo nelle future generazioni, tanto più avremo paesi vivaci, vissuti e amati dai loro paesani. Per questo ci teniamo molto a rendere i giovani protagonisti a livello provinciale e nazionale, con attività formative, occasioni di incontro con altre realtà, oltre che facendoli partecipare direttamente al nostro comparto: basti pensare che il direttivo della Federazione ha ben 3 componenti su 6 sotto i 35 anni.”