chi sono i volontari pro loco

Giovani che sperimentano, adulti che costruiscono, veterani che mantengono. Chi sono davvero i volontari Pro Loco?

Siamo abituati a pensare alle Pro Loco come a spazi dove ci si diverte tra sagre e buon cibo, dove i ragazzi possono divertirsi e gli adulti ritrovare il contatto con le proprie radici. Ma i dati raccontano, in realtà, che le Pro Loco sono molto di più.

di Irene Coppa

Mi chiamo Irene, ho 21 anni, studio sociologia a Trento e ho fatto il mio tirocinio curriculare presso Federazione Trentina Pro Loco.  Non conoscevo a fondo il mondo Pro Loco prima di questa esperienza, ma entrarci in punta di piedi ha reso la mia esperienza affascinante e istruttiva.  Tra le cose che ho fatto durante il mio percorso in Federazione, ho avuto anche l’occasione di condurre un questionario per conoscere meglio queste realtà.  Grazie alle 145 risposte ottenute, è stato possibile fare un’analisi approfondita delle caratteristiche più importanti di questa forma di associazionismo molto presente sul territorio trentino. 

La composizione generazionale

I dati emersi sono preziosi perché restituiscono un’immagine delle Pro Loco che smentisce i luoghi comuni con cui sono spesso associate e ne fanno emergere la vera essenza. 

Per cominciare, è affascinante il dato sulla composizione generazionale di queste associazioni. Sono composte, infatti, per il 27% da giovani under 30 e per il 45% da persone tra i 30 e i 59 anni, con un’età media di soli 43 anni. Questo dimostra che le Pro Loco sono ambienti giovani, contrariamente a quanto ci si aspetterebbe. La maggior parte delle persone che le frequentano sono nel pieno della loro vita lavorativa e familiare, quindi sono ambienti vivi e dinamici. Il tema della convivenza intergenerazionale è sicuramente presente nelle Pro Loco, ma la partecipazione attiva dei giovani indica che sono realtà in continua evoluzione. Questa caratteristica le predispone a coesistere con i cambiamenti imponenti della nostra epoca, che spesso invece prevalgono e annientano realtà locali come queste. Allo stesso tempo, la grande operatività e organizzazione è mantenuta dalle fasce più adulte (over 60), che costituiscono il restante 28% del campione. È evidente, dunque, che ogni generazione in Pro Loco ricopra un ruolo fondamentale, scardinando gli stereotipi con cui queste realtà vengono spesso ritratte.

Il ruolo dei giovani e le competenze dei volontari

Questo impegno collettivo emerge chiaramente anche da un altro dato: il coinvolgimento dei ragazzi va ben oltre il semplice divertimento. Dal questionario è emerso che la dimensione della valorizzazione del territorio è tanto importante per i giovani, quanto lo è per adulti e veterani. Anche in questo caso, ogni fascia d’età rappresenta una grande risorsa per la Pro Loco: i giovani sperimentano, gli adulti costruiscono, i veterani mantengono. In questo modo, la valorizzazione del territorio, uno dei pilastri fondamentali di queste realtà,  diventa anche terreno di scambio e punto di incontro tra diverse generazioni. 

La dimensione della valorizzazione del territorio è tanto importante per i giovani, quanto lo è per adulti e veterani

A garantire questa solidità è anche l’elevato livello di istruzione dei volontari: oltre il 70% possiede un diploma o una laurea. Siamo di fronte a un volontariato qualificato che presenta ottime capacità organizzative, progettuali e comunicative. È proprio questa competenza a spiegare il successo dei grandi eventi che le Pro Loco riescono a sostenere con grande professionalità. 

La dimensione collettiva

Ho lasciato per la fine l’aspetto più affascinante. In ogni risposta al questionario, da quelle a scelta multipla alla domanda aperta, i volontari esprimono un valore condiviso trasversalmente da tutte le generazioni: un senso di comunità molto profondo e radicato. Nelle Pro Loco la dimensione collettiva prevale completamente su quella individuale. In un mondo dove l’individualismo è sempre più forte, accentua le differenze e costruisce confini, le Pro Loco restano spazi di altruismo allo stato puro. 

Al termine di questo percorso, è chiaro che le Pro Loco non sono solo custodi del passato, ma anche laboratori di futuro. Sono spazi rari di coesione sociale che abbiamo il dovere di sostenere e incoraggiare. Finché le tradizioni, i legami umani e le radici del nostro domani sono in mano a tanta passione e professionalità, possiamo contare sulla massima cura del territorio trentino.  

In un mondo dove l’individualismo è sempre più forte, accentua le differenze e costruisce confini, le Pro Loco restano spazi di altruismo allo stato puro.