di Patrick Veronesi
Un progetto della Pro Loco di Marco che mette insieme l’eredità di Dante Alighieri e la street art di giovani artisti, per riscoprire la storia del luogo e proiettarla nel futuro
Cosa succede quando un paese tranquillo si scopre legato a uno dei pilastri della letteratura mondiale?
A Marco di Rovereto, un paese della Vallagarina, l’eredità di Dante Alighieri sta per esplodere in una vibrante mostra di street art. Il progetto “Il Paese Dipinto” non è solo un’iniziativa di decoro urbano, ma un’operazione culturale che fonde storia, poesia e creatività giovanile.
Il segreto svelato: Dante e la “Ruina”
Il legame tra il paese e il Sommo Poeta non è un mito locale, ma una storia solida come la roccia. Durante il suo esilio, Dante fu profondamente colpito dal paesaggio circostante Marco, dominato dall’imponente frana preistorica dei Lavini di Marco. Questo scenario drammatico, noto come la “ruina”, colpì così tanto l’immaginazione del poeta da ispirare la descrizione della frana che segna l’accesso al settimo cerchio dell’Inferno.
Il Canto XII della Divina Commedia ne è la prova lampante: “Qual è quella ruina che nel fianco / di qua da Trento l’Adice percosse…”. Dante non solo descrive la scena con potenza evocativa, ma ne ipotizza anche le cause (un “tremoto o per sostegno manco”), dimostrando un acume quasi scientifico. È questo legame documentato, già onorato da tempo con targhe e un “Boulder Park Dantesco”, il cuore pulsante del nuovo progetto.
Per trasformare questa eredità storica in un’esperienza viva e contemporanea, la Pro Loco di Marco ha mappato il paese, individuando dodici facciate — tra case private ed edifici comunali — pronte a diventare tele monumentali. L’obiettivo è creare un vero e proprio itinerario artistico, una “passeggiata dantesca” unica nel suo genere, dove i muri racconteranno scene, personaggi e simboli dell’Inferno, Purgatorio e Paradiso.

La sfida alla nuova generazione di artisti
La vera svolta del progetto risiede nella sua esecuzione. L’arduo compito di dare un volto moderno ai versi del ‘300 è stato affidato agli studenti del Liceo delle arti di Trento. Questa scelta non è casuale: l’iniziativa è stata concepita per essere realizzata CON i giovani, trasformandola in una straordinaria opportunità di formazione sul campo.
Gli studenti avranno la responsabilità di interpretare un patrimonio culturale immenso, lasciando un’impronta artistica duratura e visibile a migliaia di persone. È un modo per affermare che la cultura non è solo materia di studio, ma una creazione continua, da vivere e condividere.
“Il Paese Dipinto” è molto più di un’iniziativa estetica”, spiega la Pro Loco di Marco. “È un’operazione che scava nell’anima del luogo per riscoprirne la storia più profonda e proiettarla nel futuro attraverso il linguaggio universale dell’arte. Marco di Rovereto lancia una vera e propria sfida creativa, dimostrando come un legame antico possa ancora generare bellezza e ispirazione”.
Il paese si prepara ad accogliere i visitatori in un viaggio inatteso, unendo il silenzio della provincia alla maestosità della poesia dantesca. L’appuntamento è sui muri di Marco: siete pronti a “salire a le stelle”?




Lascia un commento