Drago Vaia

Dalla tempesta nasce un Drago Alato

Il Drago Vaia è un simbolo di rinascita realizzato grazie alle abili mani dell’artista Marco Martalar

di Giada Robol

“Dalla tempesta nasce un Drago Alato”: questo titolo sembra alludere all’inizio di un racconto fantasy, ma in questo caso di fantastico vi è “solo” il soggetto di un’opera d’arte vera e propria. Infatti, non ci troviamo all’interno della serie “Il Trono di Spade” assieme alla Regina dei Draghi. Abbiamo però un plasmatore di draghi e di altri animali mitologici come il leone alato: lo scultore veneto Marco Martalar.

La sua idea di creare queste particolari opere d’arte è nata a seguito di una precisa e disastrosa calamità naturale, la tempesta Vaia. Un vero uragano con venti che soffiavano fino a 200 km/h che, nell’ottobre del 2018, devastò migliaia di migliaia di ettari di boschi del Triveneto, modificando numerosi paesaggi naturalistici molto preziosi.

La tempesta, così come la sua ultima creazione, venne chiamata Vaia, come Vaia Jakobs, manager di una multinazionale tedesca, la quale ricevette da suo fratello come regalo la possibilità di assegnare in modo casuale il suo nome ad uno specifico evento. Ma qual è il legame fra l’opera e la tempesta?

Il Drago Vaia

Alla fine del 2021, nel comune di Lavarone, sull’Alpe Cimbra, è nata una nuova opera, posta a dominare l’intero altopiano: il Drago Vaia, simbolo di coraggio e di forza.

Il successo riscosso già in questi primi mesi è stato considerevole: migliaia di turisti sono giunti da ogni parte per fotografare questa scultura in legno che, con i suoi 6 metri di altezza e 7 metri di lunghezza, si è rivelata essere il drago alato in legno più grande al mondo!

“Dopo mille inverni e mille altre tempeste, l’opera tornerà ad essere natura e a formare nuovo humus su cui cresceranno i nuovi boschi.”

Pensate che, sopra una struttura interna in legno, sono stati fissati più di 3.000 viti e 2.000 scarti di arbusti. Quali? Ovviamente quelli spazzati via dalla tempesta Vaia. Insieme, però, sono stati utilizzati anche altri scarti provenienti da un albero speciale: si tratta dell’Avez del Prinzep, l’abete bianco di 244 anni più alto d’Europa, abbattuto nel 2017 a causa di un’altra tempesta violenta.

Il Drago Vaia si inserisce all’interno del progetto “Lavarone Green Land”, un progetto volto alla valorizzazione di quattro percorsi tematici dedicati alle famiglie: il Sentiero delle leggende “Avi, l’Avez del Prinzep e il drago Vaia”, il Sentiero delle sorgenti “Alla ricerca dell’acqua el vacarot”, il Sentiero 4 salti nel bosco “Avi l’esploratore e gli animali” e il Sentiero del respiro degli alberi. 

Un messaggio di rinascita

Lo scultore di fama mondiale Marco Martalar lavorò a quest’opera tra ottobre e novembre 2021. Il suo scopo? Trasmettere un messaggio di rinascita, dando nuovamente vita agli arbusti andati distrutti con la tempesta.

E un giorno, come per magia, questi scarti torneranno ad essere alberi. Sì, perché il Drago Vaia non è stato pensato per vivere in eterno: anche lui, nonostante il senso di straordinaria potenza e di forza che emana da tutti i pori, sarà soggetto allo scorrere del tempo.

Marco Martalar, infatti, decise di non trattare il legno, rendendo il drago “mortale” secondo le caratteristiche della Land Art. Così, dopo mille inverni e mille altre tempeste, l’opera tornerà ad essere natura e a formare nuovo humus su cui cresceranno i nuovi boschi.

Come raggiungere il Drago Vaia

Sono tanti i sentieri percorribili per raggiungere la spettacolare creatura alata che si erge sulla cima del Tablat presso la frazione di Magrè:

  • dalla frazione Cappella: si prosegue verso la frazione Longhi, per poi seguire le indicazioni per Passo Cost e Lavarone trekking fino a Magrè;
  • da Gionghi: si segue il sentiero sterrato per la Tana Incantata e le indicazioni per Lavarone Green Land. Raggiungerete l’opera in circa 45 minuti di cammino nel bosco;
  • da Bertoldi: si cammina fino a Slaghenaufi e si seguono poi le indicazioni per la Tana Incantata. Impiegherete circa 60 minuti a raggiungere il drago. (qui vi è anche la possibilità di prendere la seggiovia Tablat per salire fino alla Tana Incantata e poi arrivare a destinazione con una breve passeggiata).