Da Autumnus alle Vigiliane: l’organizzazione di grandi eventi con la Pro Loco Centro Storico Trento

Dal 21 al 26 giugno, Trento ospiterà la quarantunesima edizione delle Feste Vigiliane, una rassegna di eventi per celebrare il patrono della città, San Vigilio.

Il programma è ricco di appuntamenti: si passa dalla serata d’apertura con l’esibizione del cantautore romano Mirkoeilcane, alla “notte bianca” di sabato 22, fino alla sentenza del Tribunale di Penitenza, con annessa “tonca”, prevista per domenica 23.

Non possiamo poi dimenticare la Disfida tra Ciusi e Gobj, una rievocazione storica competitiva che anima i giorni precedenti alle Feste Vigiliane.

Organizzare eventi di tale portata non è semplice. Richiede il coinvolgimento di centinaia di volontari, una macchina organizzativa ben rodata e tanta programmazione. Se questo sforzo, poi, non si limita solo alle Vigiliane, ma include anche altre manifestazioni come Autumnus, c’è da aspettarsi che l’impegno sia ancora maggiore.


Ne abbiamo parlato con Marco Lazzeri, Presidente della Pro Loco Centro Storico Trento.

Le Vigiliane sono anticipate da un momento molto particolare, la Ganzega, che quest’anno si tiene il 15 giugno. Al centro di questa festa c’è la cosiddetta Disfida tra Ciusi e Gobj. Ci puoi raccontare di cosa si tratta?

La Disfida tra Ciusi e Gobj rappresenta un’antica contesa tra Trento e Feltre. Risale ai tempi di re Teodorico, nel VI secolo, quando i trentini chiamarono in aiuto alcuni abitanti di Feltre per costruire le mura protettive della città. Durante i lavori, ci fu una grande carestia e, spinti dalla fame, i feltrini provarono a razziare i granai della città. Ne nacque una battaglia accesa, che si concluse con la vittoria dei trentini.

Successivamente, questo scontro è stato ripreso e rappresentato in modi diversi fino alla metà del Diciannovesimo secolo. Dimenticata per oltre un secolo, la Disfida è stata rilanciata dal Comune di Trento negli anni Ottanta con la collaborazione della “Confraternita dei Ciusi e dei Gobj”.

Durante la cosiddetta Mascherada. la fazione dei “Gobj” (in costume grigio-nero), che rappresentano i trentini e sono aiutati dalle donne della città, le “Strozzere”, si scontra con la fazione dei “Ciusi” (in costume giallo-rosso), che rappresentano i feltrini.

Al centro della contesa c’è la polenta, che simboleggia la riserva di cibo della città da difendere dagli attacchi degli abitanti di Feltre. Devi sapere che nei giorni precedenti alla Ganzega, alcuni partecipanti mal sopportano gli avversari della fazione opposta; ma è anche vero che quando tutto finisce, ci si siede insieme al tavolo, si scherza, si mangia, si ride. Perché, alla fine, i partecipanti sono uniti dagli stessi valori: divertirsi, far divertire e, soprattutto, fare il bene della città.

Le Feste Vigiliane

Qual è la vostra storia? Quando vi siete costituiti in Pro Loco?

Dobbiamo tornare a qualche anno fa, al 1989, quando nasce ufficialmente la “Confraternita dei Ciusi e dei Gobj”. Per molto tempo, questo gruppo ha contribuito ad animare la città, facendo riscoprire la Disfida, che è diventata uno dei momenti clou delle Feste Vigiliane

Nel 2019, i membri della Confraternita hanno deciso di fare qualcosa di più e sono andati a fondare la Pro Loco Centro Storico Trento. 

Viviamo in una città ricca di arte, riti e tradizioni: ci piace l’idea di poter promuovere queste caratteristiche, organizzando manifestazioni che intrattengano gli abitanti e incuriosiscano i visitatori della città. 

Abbiamo visto che alla base di uno dei vostri eventi principali c’è uno scontro tra fazioni, i Ciusi e i Gobj. Fa quasi sorridere, pensando a quanto lavoro e a quanta collaborazione dobbiate probabilmente mettere in campo per organizzare eventi come questo o Autumnus

Sì è vero! Però crediamo molto anche nella cooperazione e nella continuità; non può esserci frammentazione. Quando si organizzano eventi di questa portata serve una regia capace di collaborare, di mantenere le relazioni con i volontari, le istituzioni e le varie anime della città, ma soprattutto capace di organizzare e programmare, perché non si sa mai cosa può succedere.

Poi bisogna, dire una cosa: il volontariato di oggi non è quello di quarant’anni fa. Una volta c’era più disponibilità; ora le persone hanno meno tempo, c’è più burocrazia e le relazioni sociali sono diverse. Spesso non conosciamo neppure i nostri vicini di casa. 

E quindi qual è il vostro approccio? 

Sono dell’idea che il volontariato del futuro debba prevedere una struttura professionale per andare avanti. Per esempio, noi disponiamo di un magazzino di 1500 metri quadri dove teniamo costumi storici, espositori e materiali vari. Abbiamo un ufficio e due collaboratori retribuiti che ci danno una mano. Il loro ruolo è fondamentale: forniscono supporto, garantiscono continuità e gestiscono i carichi di lavoro dei volontari. 

Senza il loro apporto, molto di quello che facciamo sarebbe impossibile.

Pensa all’impegno organizzativo richiesto per le Feste Vigiliane o per una rassegna come Autumnus, che l’anno scorso ha attirato migliaia di persone. Sono eventi che richiedono un’organizzazione precisa, una programmazione a lungo termine e il supporto di tutti i nostri volontari.

Autumnus

E a livello operativo come funziona la vostra organizzazione?

Con il tempo, all’interno del nostro gruppo di volontari, abbiamo individuato alcune figure di riferimento che ci aiutano con dei compiti specifici: per esempio, ci sono persone che selezionano vini e cantine per gli incontri di Autumnus, altre che individuano aziende agricole o prodotti di prima qualità da inserire nei menu, altre ancora che si occupano della manutenzione dei materiali o della comunicazione. 

Poi, come ti dicevo, possiamo contare su due persone, in ufficio, che ci sono di grande aiuto e prima degli eventi ci aiutano a suddividere il lavoro per i nostri volontari.
Durante gli eventi, ogni volontario sa di cosa si deve occupare e per quanto tempo: è importante darsi da fare, ma è altrettanto importante sapere quando fermarsi. Il riposo è essenziale in eventi così grandi, altrimenti si rischia di collassare sotto il peso delle cose da fare.Infine, come direttivo, crediamo sia importante delegare, sia per non sovraccaricare eccessivamente i singoli, sia per valorizzare l’impegno di tutti. Certo, non ha senso dare le chiavi di una Ferrari a una persona senza patente, ma è importante, per i volontari, sapere di poter contare su qualcuno che li aiuta e li accompagna. In molti casi, il direttivo o i volontari con più esperienza supportano i gruppi di lavoro e spiegano ai nuovi entrati come funzionano le cose: perchè senza delegare, crescere diventa molto più difficile.

Qui il programma completo delle Feste Vigiliane

L’intervista di Scintille a Marco Lazzeri