Come ti insegno… l’appartenenza al tuo paese!

In un paese dove i pensionati sono il 50% della popolazione, può sembrare difficile coinvolgere i giovani, farli sentire parte della comunità e magari evitare che se ne vadano.

Ma a Vallarsa, la Pro Loco ha trovato un modo per raggiungere i più piccoli…

Da qualche anno, in Vallarsa, valle trentina incastonata tra il gruppo del Carega e il Pasubio, la Pro Loco locale ha deciso di cominciare a raccontare le tradizioni, la storia e la cultura del posto, con un duplice obiettivo: far scoprire a chi ancora non la conosce le peculiarità e le bellezze della valle e rinsaldare il senso di appartenenza dei propri abitanti.

A questo proposito, oltre al Festival “98 terrazze”, una rassegna annuale che vuole raccontare storia, pratiche agricole ed eccellenze enogastronomiche, la Pro Loco di Vallarsa ha fatto visita alle classi quarta e quinta della scuola elementare di Raossi per raccontare la storia e le tradizioni della Valle.

Ne parliamo con Luca Campagna, presidente della Pro Loco di Vallarsa.

Luca, vuoi raccontarci come mai siete andati alle scuole elementari di Raossi?

È una storia che richiede una piccola premessa, che risale alla prima edizione di “98 terrazze”, quasi tre anni fa. Devi sapere che ho sempre nutrito una grande passione per la storia, tanto che negli ultimi dieci anni mi sono dedicato a studiare approfonditamente la storia della Valle. A questo proposito, l’archivio storico di Raossi, dove ha sede il Comune, rappresenta una fonte storica eccezionale. Al suo interno sono conservati documenti che risalgono addirittura al 1200 e che trattano una vasta gamma di argomenti, in particolar modo la difesa del territorio, su cui mi sono concentrato molto. Nel corso delle mie ricerche ho raccolto e analizzato numerosi documenti e dopo tanto studio, durante la prima edizione di “98 Terrazze”, ho deciso di presentare i risultati del mio lavoro insieme a due studiosi d’eccezione: Elena Bianchini Braglia e Annibale Salsa. La presentazione è stata accolta molto bene e l’anno scorso, seguendo lo slancio di questa iniziativa, abbiamo deciso di stampare un opuscolo riassuntivo, che abbiamo distribuito a tutte le famiglie della valle, circa 450, e anche ai vallarseri che vivono all’estero. Grazie a questo “piccolo” lavoro, possiamo dire che questa parte di storia è diventata di dominio pubblico, tanto che le maestre della scuola si sono interessate e ci hanno invitato a parlare delle nostre ricerche in classe.

Uno scorcio di Vallarsa

E come è andata? Qual è stata la risposta dei bambini?

È stata un’esperienza davvero bella. In classe abbiamo affrontato una vasta gamma di argomenti: dai primi coloni bavaresi che hanno abitato la valle, agli usi e ai costumi cimbri, di cui ancora percepiamo l’influenza, fino alle storie, alle tradizioni e ai racconti vallarseri, che sono giunti fino a noi di generazione in generazione. Purtroppo, i programmi ministeriali non includono l’insegnamento della storia locale, quindi non è scontato che i bambini siano consapevoli delle proprie origini.  Fortunatamente le maestre, che sono originarie della Vallarsa, hanno dimostrato una particolare sensibilità verso la cultura e le tradizioni locali. Ci piace molto l’idea di far conoscere alle nuove generazioni la storia e le tradizioni della Vallarsa. Ci sembra un modo per preservare e tramandare un’eredità culturale preziosa, ma soprattutto per aiutare la nostra comunità a ricaratterizzarsi, sia per un senso di orgoglio personale che per accogliere in modo più autentico chi viene in visita da fuori.

È importante che i bambini e i ragazzi possano crescere conoscendo la storia e le antiche tradizioni della Vallarsa, perché poi è più probabile che partecipino volentieri alla vità della comunità

Andare nelle scuole può essere un modo per invogliare i giovani a partecipare alla vità di comunità? Qual è la situazione nella vostra Pro Loco? C’è ricambio generazionale?

Credo proprio di sì. È importante che i bambini e i ragazzi possano crescere conoscendo la storia e le antiche tradizioni della Vallarsa, perché poi è più probabile che partecipino volentieri alla vità della comunità. Per quanto riguarda la seconda parte della tua domanda, devo dire che negli ultimi tempi, con la sfilata dei Krampus, si sono avvicinati alcuni giovani. Una cosa da non dare per scontata, visto che ci concentriamo per lo più sull’organizzazione di eventi culturali. Va detto, poi, che la Vallarsa ha un’età media abbastanza alta: su circa 1400 abitanti, 600 sono pensionati. Inoltre, a differenza di altri territori, non siamo una località di arrivo, quindi non è sempre facile organizzare eventi o coinvolgere persone nuove.

In ogni caso con la Pro Loco stiamo cercando di invertire questa tendenza. Ci piace l’idea di recuperare la nostra storia, le nostre tradizioni, la nostra cultura per mantenerle vive e renderle attrattive per i giovani e per le persone che ci vengono a trovare.

I Krampus di Vallarsa

A questo proposito, quali sono i prossimi passi della Pro Loco di Vallarsa?

Beh, gran parte del nostro impegno è dedicato al festival “98 Terrazze”, che si tiene all’inizio di agosto e che quest’anno giunge alla sua terza edizione. L’obiettivo principale della manifestazione è di recuperare e diffondere le tradizioni agricole, la storia e le peculiarità del nostro territorio, che, come suggerisce il nome, è costellato da tantissimi muretti a secco e si estende su un territorio molto vasto. Ma “98 terrazze” non è solo questo, è una specie di contenitore. All’interno del festival ci sono simposi, conferenze, incontri e anche “Il Vim de Caneva”, un concorso che coinvolge circa una ventina di vignaioli locali.Nella prossima edizione, inoltre, a dimostrazione del nostro grande interesse per la storia, ospiteremo la Croce Nera Austriaca, gli Alpini e il Museo della Guerra per deporre le targhe dei Caduti di Vallarsa nel corso delle guerre napoleoniche e della prima guerra mondiale. Infine, in linea con le nostre tradizioni, ci sarà anche una mostra dedicata alle fiabe e alle maschere cimbre.A dicembre, invece, organizzeremo nuovamente la sfilata dei Krampus, nella frazione di Camposilvano. L’anno scorso è stato un successo straordinario e ci ha permesso di riportare alla luce delle figure, delle maschere, che appartengono alla tradizione cimbra, a cui ci sentiamo fortemente legati. La manifestazione ha attirato numerosi visitatori e abbiamo persino ricevuto una chiamata inaspettata da Castelnuovo al Volturno, in Molise, dove un’associazione locale ci ha invitato al festa dell’Uomo Cervo, un rito antichissimo che segna il passaggio tra inverno e primavera, per sfilare con i nostri Krampus. È stato un momento emozionante perché ci siamo sentiti ambasciatori della nostra cultura. Abbiamo condiviso con loro le nostre tradizioni, le nostre usanze, dando vita a un legame davvero speciale. Pensa che a dicembre i membri dell’organizzazione dell’Uomo Cervo saliranno in Vallarsa per sfilare con i nostri Krampus. Un vero e proprio gemellaggio che ci fa davvero piacere.