alain il festaiolo

Alain, il “Festaiolo”!

Sono Alain, presidente della Pro Loco di Livo dal 2009. Sono entrato a far parte di questo gruppo per una ragione in particolare: la Pro Loco, fondata nel 1976, stava ormai svanendo insieme a tutte le sue attività, nessuno era intenzionato a proseguire.

Ciò mi ha portato a prendere in mano la situazione: io e altri ci siamo attivati e, seppure con delle difficoltà iniziali, siamo riusciti a trovare una decina di persone per il direttivo. Con il tempo, anche altri volontari si sono avvicinati e sono riusciti ad offrire la ricetta giusta per il rilancio della Pro Loco del paese.

Se molte persone oggi si accostano a questa realtà è merito dell’impegno costante della Pro Loco che coinvolge i giovani e motiva il gruppo, facendo sentire tutti partecipi e condividendo assieme ogni decisione.

Si lavora molto, infatti, anche sull’organizzazione interna, assegnando dei ruoli specifici ai vari membri.
Oggi, il direttivo è composto da 13 persone e il numero dei soci è molto alto (150), se consideriamo che Livo ha solo 850 abitanti.

Grazie alla Pro Loco, che è capace di attirare i ragazzi e di coinvolgerli, anche i più giovani hanno mostrato un reale interesse a entrare a farne parte; si è creato così un gruppetto specifico per i minorenni, in attesa di raggiungere la maggiore età ed entrare nel direttivo.

Nel frattempo, anche loro collaborano all’organizzazione dei vari eventi, come per esempio quello della festa di inizio estate, la festa che preferisco.

Credo che in una Pro Loco l’elemento che non può mai essere assente è il divertimento: se manca quello, manca lo stimolo.
Ed è per questo motivo che mi sento di essere il FESTAIOLO!

Come riesco a far coincidere la parte della direzione e la parte ludica? Semplice, mi metto sullo stesso piano degli altri: pur essendo il presidente, non mi considero quello che comanda, ma quello che cerca di offrire solo un’idea, un indirizzo, per poi prendere assieme tutte le decisioni.

Certo, ci vuole un equilibrio tra serietà e parte ludica, ma ritengo quest’ultima una componente fondamentale su cui punto molto per “premiare” il lavoro dei volontari.
Innanzitutto, cerco di stimolare i ragazzi a partecipare sia nelle piccole cose sia nelle responsabilità più grandi; in questo modo ogni persona si sente coinvolta, dalla festa del Bosco incantato alla sagra del paese.

E dopo questa fase organizzativa in cui ognuno ha dato il meglio di sè, arriva quello che io considero il “premio finale”, che è proprio ciò che dà a tutti la spinta: arriva la festa tanto attesa! Infatti, dopo settimane intense di preparazioni e problemi da risolvere, ecco la giusta ricompensa per tutto l’impegno dimostrato. Per me il momento migliore è quando la domenica sera, stanco morto, torno a casa dopo 3 giorni di festa e realizzo di aver trascorso quelle giornate in ottima compagnia, senza più pensieri, con il solo obiettivo di divertirsi ed esprimersi liberamente!