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La Pro Loco di Bezzecca spegne cento candeline: presente, passato e nuove sfide di una delle Pro Loco più longeve del Trentino

La Pro Loco di Bezzecca ha festeggiato l’invidiabile traguardo dei 100 anni dalla sua fondazione, tra il fare per la comunità e i progetti per il futuro

Taglia il traguardo dei cento anni di attività la Pro Loco di di Bezzecca, celebrati con una cena comunitaria e una pubblicazione che ne ricostruisce la storia. Ne abbiamo parlato con Michael Oradini, presidente della Pro Loco.

“Cento anni di storia fanno un certo effetto” commenta emozionato “sono un traguardo impressionante per un’associazione di volontariato. C’è però un elemento che mi colpisce più di altri ed è pensare a quante persone, nel corso del secolo, hanno ripetuto le stesse cose che facciamo ancora oggi: le riunioni del direttivo, la programmazione delle attività e il loro svolgimento. Certo, ogni periodo ha avuto le proprie caratteristiche, ma pensare di essere ancora qui, dopo cento anni, a condividere la stessa passione che muoveva i nostri predecessori è qualcosa di profondo e stimolante”.

Nata nel 1926 dopo aver incluso al suo interno la Società di Abbellimento di Pieve di Ledro (fondata nel 1895), fin dalle sue origini non si limita all’organizzazione di eventi per rendere il paese più accogliente e favorirne lo sviluppo turistico, ma contribuisce concretamente alla crescita della comunità attraverso la valorizzazione del suo patrimonio storico e paesaggistico.

Giornata ecologica della Pro Loco

Ma raccontare la storia della Pro Loco significa inevitabilmente raccontare anche quella di Bezzecca, un luogo che ha avuto un ruolo significativo nelle vicende della storia italiana. Il paese è infatti noto soprattutto per la Battaglia di Bezzecca del 21 luglio 1866, combattuta durante la Terza guerra d’indipendenza, e per il celebre “Obbedisco” con cui Giuseppe Garibaldi rispose all’ordine di ritirata del generale La Marmora. Quel semplice telegramma, divenuto simbolo di disciplina e senso del dovere, ha consegnato Bezzecca alla storia nazionale e ancora oggi rappresenta uno degli elementi identitari più forti della comunità.

Anche la Prima guerra mondiale ha lasciato un segno profondo sul territorio. Bezzecca si trovava infatti lungo la linea del fronte e fu direttamente coinvolta negli eventi bellici. Sul Colle Santo Stefano, oggi luogo della memoria dedicato ai caduti, sono ancora visibili fortificazioni, gallerie e trincee perfettamente conservate, testimonianze di un passato che invita alla riflessione. A quel periodo è legato anche uno degli episodi più dolorosi della storia locale: l’esodo forzato della popolazione verso la Boemia, imposto durante il conflitto, che costrinse centinaia di famiglie ad abbandonare temporaneamente le proprie case e che ha segnato profondamente la comunità, contribuendo alla scomparsa di molte tradizioni popolari e usanze tramandate fino ad allora.

La cena comunitaria della Pro Loco

Il valore del volontariato

Nel corso del Novecento l’associazione ha saputo dunque  attraversare guerre, cambiamenti istituzionali e trasformazioni sociali, mantenendo sempre la stessa missione: mettere il volontariato al servizio della comunità. Ancora oggi, a distanza di un secolo, la Pro Loco rappresenta un punto di riferimento per il paese, capace di custodire la memoria del passato e, allo stesso tempo, coinvolgere nuove generazioni di volontari che continuano a dare vita a iniziative culturali, sociali e turistiche, mantenendo vivo quel legame tra comunità, territorio e storia che da cento anni ne costituisce la vera forza.

Dalle parole di Michael e dal volume pubblicato per l’importante anniversario emerge come il filo conduttore di questi cento anni sia proprio il volontariato. L’attività della Pro Loco è il frutto di una vera e propria “cultura locale del volontariato”, capace di coinvolgere generazioni di cittadini nella cura del bene comune e nella promozione della valle.

“Qual è il vostro segreto?” chiediamo incuriositi. E la risposta del giovane presidente non si fa attendere. “Credo che per poter coinvolgere persone nuove a fare volontariato una delle cose più importanti sia l’ascolto e lo spirito di iniziativa, la voglia di mettersi in gioco. Per poter migliorare il posto in cui si vive, il volontariato può dare una spinta in più: vivere meglio il quotidiano del proprio paese, abbellirlo, animarlo durante tutto l’anno”.

La costante è una sola dunque: dopo cento anni cambiano i contesti e le sfide, ma resta immutata la passione di chi dedica tempo ed energie alla propria comunità, portando avanti il lavoro iniziato dai volontari che li hanno preceduti.

Celebrazione per i 100 anni della Pro Loco

I giovani come motore del presente e del futuro

Uno degli aspetti più significativi degli ultimi anni della Pro Loco riguarda l’evoluzione della partecipazione. Se negli anni Cinquanta in generale la Pro Loco era sostenuta soprattutto dagli adulti, oggi rappresenta un autentico “polo di gioventù“, un luogo nel quale ragazze e ragazzi trovano occasioni di crescita, responsabilità, creatività e impegno civico. Il direttivo della Pro Loco di Bezzecca ne è la conferma: composto totalmente da giovani e giovanissimi, sensibili al cambiamento e determinati a garantire continuità all’associazione e a proiettarla verso il futuro, adattando le proprie proposte a paesaggi, tempi e sensibilità che cambiano.

“Dietro la longevità di questa Pro Loco c’è sicuramente una lettura profonda della realtà e un conseguente adattamento delle proposte. È uno stare sul pezzo” commenta Michael “è far sentire la comunità al centro, far sentire le persone parte di qualcosa, un modo per creare nuovi legami e integrazione”.